Galleria Trincia - Cristo e un guerriero - Albrecht Durer seguici su facebook

Cristo e un guerriero - Albrecht Durer

ST-2240

Cristo e un guerriero - Albrecht Durer


Cristo e un guerriero. Splendida xilografia del 1511. Misura del foglio cm 22 x 20. Si tratta del frontespizio dell'opera di Albrecht Durer "La Grande Passione" (Die Grosse Passion), incisa tra il 1496 e il 1510. Questo esemplare è considerato dal Meder la quarta variante di sei (Meder 113 d/f, Bartsch 4), privo del testo presente invece nei primi due stati e nei successivi. Rappresenta la figura del Cristo raffigurato con la corona di spine e le stigmate, che siede davanti ad un guerriero. Ai piedi del Cristo sono presenti gli strumenti del supplizio come il cilicio e la frusta. Esemplare in complessive buone condizioni, stampato nel 1580 (quarta variante di sei), presenta un evidente restauro nella parte centrale sulla sinistra del volto di Cristo, lungo circa 5 cm, rinforzato l'angolo superiore destro. Su carta vergata dell'epoca, priva di filigrana. Incisa da Albrecht Durer: nasce il 21 maggio 1471 ed è il terzo di diciotto figli, molti dei quali saranno impiegati nella bottega del padre, pur senza eccellere come il fratello. Le doti artistiche di Albrecht sono talmente evidenti che il padre decide di affidarlo al pittore Michael Wolgemut, non appena il ragazzo ha quindici anni: si tratta di una delle botteghe di pittori più interessanti ed importanti di Norimberga, che cura le più importanti illustrazioni di libri stampati, ottenute con la tecnica della xilografia. Le tecniche di incisione entrano nella vita dell'artista e non lo abbandonano più: Dürer infatti considera l'incisione come una forma d'arte a se stante, e ne sviluppa e cura temi diversi e innovativi, che lo portano ad essere forse il migliore incisore di stampe. Sposa a ventitre anni Agnes Frey, figlia di un orafo e in questi anni trova il suo primo influente mecenate in Federico di Sassonia, detto il Saggio, grande elettore di Wittenberg, che gli commissiona numerose opere e ne determina sicuramente una velocissima carriera. Il carattere perennemente in bilico fra entusiasmo e soddisfazione del proprio successo e insoddisfazione e quasi una sorta depressione, o almeno di malinconia esistenziale, lo rendono piuttosto inquieto, da cui l'interesse per i viaggi, la sete di conoscere, capire e vedere. Nel 1495 compie il primo viaggio in Italia, per conoscere dal vero le opere dei maggiori artisti rinascimentali italiani. In particolare è quasi certo che in occasione del secondo viaggio in Italia Dürer incontrò Leonardo da Vinci con il quale condivideva la visione dell'uomo come parte armoniosa della natura. Alla morte del padre, Dürer si occupa di proseguire l'attività della bottega di oreficeria, coinvolgendo nella gestione uno dei fratelli, Hans, il più dotato. Nel 1509, acquista una casa e si afferma come artista agiato e benestante, oltre che come uomo di notevole cultura. Lo spirito libero lo porta anche a dedicarsi a forme d'arte inconsuete e originali, come per esempio alla realizzazione di oggettistica di alta oreficeria, mettendo a frutto le conoscenze apprese da ragazzo nella bottega del padre, oppure l'attenzione alla miniatura ed alle illustrazioni di libri (in particolare quelli dell'amico umanista Wllibald Pirkheimer) e addirittura alla progettazione di sculture e di particolari di architettura e arredo, come fontane, monumenti o lampadari e cornici per le proprie opere. Durante gli ultimi anni il pittore tedesco, in parte amareggiato e colpito dall'incalzare di eventi violenti (come la rivolta contadina) e le imponenti tensioni sociali, abbandona la pittura per dedicarsi alla realizzazione di trattati didattici: ne porterà a compimento tre corredati di illustrazioni ed incisioni bellissime. Muore improvvisamente il 6 aprile 1528.

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