Galleria Trincia - Il Ratto di Ippodamia - Enea Vico - Rosso Fiorentino seguici su facebook

Il Ratto di Ippodamia - Enea Vico - Rosso Fiorentino

ST-2820

Il Ratto di Ippodamia - Enea Vico - Rosso Fiorentino


Il Ratto di Ippodamia. Bulino del 1542, inciso da Enea Vico dopo Rosso Fiorentino e pubblicato a Roma da Tommaso BarlacchiEsemplare nel primo stato su tre. Il Bartsch riconosce il soggetto come il rapimento di Ippodamia, che poi causerà la guerra tra i Centauri e i Lapiti.  La stampa è parzialmente restaurata. Sul margine sinistro in basso, una parte è ricostruita, sul margine superiore destro alcuni restauri. Rifilata alla battuta del rame. Stampata su carta vergata con filigrana. Firmata in lastra "Eneas Vicco, faciebat 1542" e con l'excudit di Tommaso Barlacchi. Enea Vico: Nasce da famiglia nobile, la madre muore alla nascita di Enea e il padre muore quando lui ha 2 anni.[1]Iniziò da giovane a Parma e a Roma, poi passò a Firenze, Venezia e infine nel 1563 alla corte di Alfonso II d'Este a Ferrara, facendo circa 500 incisioni. Pubblicò vari libri, tra cui Donne Auguste, pubblicato durante il soggiorno alla corte di Augusta, in Baviera, nel 1550. Fu anche un noto numismatico. Muore il 17 agosto nel Palazzo Ducale di Ferrara. Fu tra gli affiliati all'Accademia dei Pellegrini di Venezia.

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