Galleria Trincia - La morte di Attilio Regolo - Salvator Rosa seguici su facebook

La morte di Attilio Regolo - Salvator Rosa

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La morte di Attilio Regolo - Salvator Rosa


La morte di Attilio Regolo. Ampia acquaforte del 1662. Misura della parte incisa cm 46,5 x 73,5. Mostra il martirio di Attilio Regolo messo in atto dai Cartaginesi. Fu fatto rotolare, giù da una collina, in una botte piena di chiodi. La stampa ha due piccoli restauri sulla didascalia, per il resto in buone condizioni. Consueta piega centrale, stampata su carta vergata con filigrana doppio cerchio e giglio. Incisa da Salvator Rosa (1615-1673), pittore, incisore, poeta, musicista e visionario. Nato a Napoli, un vero e proprio genio ribelle che odiava l'ignoranza e la lussuria del mondo (lo scrisse chiaramente nelle sue Satire, mi sembra fosse la terza), critico verso chiunque non avesse il suo genio (quindi verso tutti), condusse una vita a dir poco movimentata. Inizialmente lavorò con Jusepe de Ribera (lo Spagnoletto), si trasferì a Roma nel 1634 dove rimase due anni. Tornò a Napoli per un breve periodo per poi tornare nella Capitale dove dipinse "L'incredulità di San Tommaso" e dove durante il carnevale, entrò in conflitto polemico col Bernini. Nel 1639 si stabilì a Firenze dove dipinse la più bella opera esoterica che sia mai stata prodotta "Streghe e incantesimi". Nell'ultimo periodo della sua vita soggiornò nuovamente a Roma dove incise parecchie lastre che poi esponeva nella mostra annuale al Pantheon (anche lì entrò in polemica con gli incisori dell'epoca). Morì alle idi di Marzo del 1673.

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