Galleria Trincia - Avanzi degl' Acquedotti Neroniani - G.B. Piranesi seguici su facebook

Avanzi degl' Acquedotti Neroniani - G.B. Piranesi

ST-3221

Avanzi degl' Acquedotti Neroniani - G.B. Piranesi


Avanzi degl' Acquedotti Neroniani. Bellissima incisione su rame del 1775. Misura della parte incisa cm 49,3 x 71. Raffigura i resti dell'Acquedotto Claudio, più precisamente il ramo secondario chiamato Arcus Neroniani che da Porta Maggiore, portava l'acqua al Celio e al Palatino in Roma. Nel cartiglio si legge "...che si volevano distruggere per la loro vecchiezza, ma per ordine di Nostro Sig.re Papa Clemente XIV sono restati in piedi". Questo aiuta a capire il livello di degrado culturale a cui si era giunti a Roma nel XVIII secolo. Il Piranesi lottò con tutte le sue forze e capacità per riuscire a salvaguardare le antichità di Roma, in primis catalogando ogni "sasso", e infine mostrando a tutto il mondo l'imponenza e la maestosità del Classicismo Romano. La stampa ha una mancanza in prossimità del primo arco, egregiamente restaurata, consueta piega centrale, ampi margini editoriali, stampata su carta vergata priva di filigrana. Esemplare nel secondo stato di quattro (Hind 118), prima edizione francese. Incisa da Giovanni-Battista Piranesi. Disegnatore, incisore e architetto, nato a Morano di Mestre il 4 Ottobre 1720, morto a Roma il 9 Novembre 1778. Qualcuno lo ha soprannominato il “Rembrandt dell’architettura”. Questo artista non ha solo riprodotto le antiche vestigia della potenza di Roma, ma è stato anche uno dei più autorevoli archeologi della sua epoca. E’ stato allievo di Scalfarotto, dei fratelli Giuseppe e Domenico Valeriani, fu anche allievo del Bibiena. Lavorò ed ebbe come maestro Giuseppe Vasi con cui ebbe un rapporto molto conflittuale, sembra infatti che volesse ucciderlo a causa dell’invidia che il Vasi nutriva nei suoi confronti, ad esempio non gli insegnava sufficientemente i segreti della morsura. Si ritiene che abbia lavorato alla pittura anche con Tiepolo. La sua prima opera è stata “Le Antichità Romane” cui seguirono numerosissime opere. Ha inciso circa 2000 rami, quasi tutti di grandi dimensioni. Malgrado una grande reputazione ed una magnifica fama non si arricchì mai per i prezzi molto contenuti delle sue opere. Fu membro dell’Ordine di Cristo e della Società degli Antiquari di Londra.

- VENDUTA -




Torna Su