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NativitÓ - Agostino Veneziano

ST-3375

NativitÓ - Agostino Veneziano


Natività. Bulino molto raro del 1531. Misura della parte incisa cm 26,3 x 38,4. Bellissima adorazione dei pastori, ricca di chiaroscuri, da un soggetto di Giulio Romano. Esemplare nel secondo stato di tre II/III prima dell'abrasione dell'excudit di Salamanca. Il Bartsch lo descrive come foglio "very rare" (molto raro). Il Massari lo descrive come eseguito dal Musi durante il suo soggiorno mantovano. Stampa in buone codnizioni, rifilata oltre la battuta del rame, stampata su carta vergata con filigrana cinquecentesca (B. XIV, II). Incisa da Agostino de Musi Veneziano. Nacque in Veneto, forse a Venezia, intorno al 1490, periodo fissato approssimativamente dagli studiosi in base alle date più antiche incise su alcune stampe. le poche fonti antiche che si sono occupate dell'incisore lo nominano solo come allievo di Marcantonio Raimondi (Baldinucci), o sono contraddittorie e poco attendibili (Vasari); inoltre l'assenza di documenti non ha permesso neppure di definire con precisione l'esatta dizione del cognome, riportato in diversi modi dai vari studiosi. Fino al 1515 rimase nel Veneto, forse a Venezia, dove ricevette la sua prima formazione artistica, prendendo come modello G. Campagnola e A. Durer. Sempre nel 1515 andò a Firenze dove venne in rapporto con Andrea del Sarto, che lo incaricò di riprodurre una Pietà dipinta per il re di Francia. Breve deve essere stato il soggiorno fiorentino, forse solo una tappa di un viaggio intrapreso verso Roma, dove entrò in rapporto con Marcantonio Raimondi, divenendone, insieme a Marco Dente. uno dei principali allievi e poi collaboratori nella "ditta" Raimondi, la prima vera e propria impresa artistico-commerciale impegnata nella riproduzione di soggetti raffaelleschi. Ad un periodo, fino al 1520, di intensa attività della bottega di Marcantonio seguirono probabilmente anni più difficili dovuti alla morte di Raffaello nel 1520 e all'imprigionamento dello stesso Raimondi intorno al 1523-24 per aver inciso alcuni soggetti lascivi.

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