Galleria Trincia - Venere e Adone - Marcantonio Raimondi seguici su facebook

Venere e Adone - Marcantonio Raimondi

ST-3499

Venere e Adone - Marcantonio Raimondi


Venere e Adone. Bulino del 1516. Misura della parte incisa cm 29,2 x 21,4. Venere giace tra le braccia di Adone in un paesaggio arcadico. Dopo un soggetto di Raffello, affrescato da Giulio Romano nella Stufetta del Cardinal Bibbiena in Vaticano. Stato unico. Esemplare in ottime condizioni, rifilato alla battuta del rame, buona prova. Stampato su carta vergata priva di filigrana. Incisa da Marcantonio Raimondi (1480-1534). Considerato come il primo incisore dedicatosi quasi esclusivamente alla riproduzione di opere di artisti famosi, inaugurando un genere di larga fortuna. In tal senso rimane celebre la querelle con Albrecht Dürer, di cui riprodusse perfettamente la Piccola passione e alcune tavole della Vita della Vergine, i cui originali erano stati acquistati a Venezia. Poiché le riproduzioni delle xilografie originali erano realizzate a bulino, erano addirittura più belle e dal tratto maggiormente definito, con l'imitazione di quasi tutti i solchi tracciati (salve impercettibili differenze, talvolta intese come migliorie). Durer, vedendole, chiese alla Repubblica di Venezia che venisse impedita la copia; ottenne solamente il divieto di riprodurre anche le sue famose iniziali AD. Recatosi nel 1510 a Roma vi risiedette fino al sacco del 1527, lavorando soprattutto su disegni di Raffaello Sanzio e, dopo la morte dell'urbinate, in collaborazione con Giulio Romano e Baccio Bandinelli. A causa di incisioni licenziose tratte da disegni di Giulio Romano finì per qualche tempo in carcere. Dopo il sacco si rifugiò quindi a Bologna.

Prezzo su richiesta




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