Galleria Trincia - Diogene getta via la scodella - Salvator Rosa seguici su facebook

Diogene getta via la scodella - Salvator Rosa

ST-3582

Diogene getta via la scodella - Salvator Rosa


Diogene getta via la scodella. Acquaforte del 1662. Misura della parte incisa cm 46 x 27,8. Bellissima incisione raffigurante Diogene che getta via la scodella per bere con le mani. Il giovane filosofo predicava il ritorno ad una vita naturale, priva di strumenti o addirittura vestiti. Si dice che incontrò Alessandro Magno e che morì lo stesso giorno della morte del condottiero. Esemplare nel primo stato di due, rifilato al margine illustrativo e con uno strappo egregiamente restaurato. Stampata su carta vergata con filigrana doppio cerchio e giglio. Incisa da Salvator Rosa (1615-1673), pittore, incisore, poeta, musicista e visionario. Nato a Napoli, un vero e proprio genio ribelle che odiava l'ignoranza e la lussuria del mondo (lo scrisse chiaramente nelle sue Satire, mi sembra fosse la terza), critico verso chiunque non avesse il suo genio (quindi verso tutti), condusse una vita a dir poco movimentata. Inizialmente lavorò con Jusepe de Ribera (lo Spagnoletto), si trasferì a Roma nel 1634 dove rimase due anni. Tornò a Napoli per un breve periodo per poi tornare nella Capitale dove dipinse "L'incredulità di San Tommaso" e dove durante il carnevale, entrò in conflitto polemico col Bernini. Nel 1639 si stabilì a Firenze dove dipinse la più bella opera esoterica che sia mai stata prodotta "Streghe e incantesimi". Nell'ultimo periodo della sua vita soggiornò nuovamente a Roma dove incise parecchie lastre che poi esponeva nella mostra annuale al Pantheon (anche lì entrò in polemica con gli incisori dell'epoca). Morì alle idi di Marzo del 1673.

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