Galleria Trincia - Circi Maximi acuratissima descriptio - Ambrogio Brambilla seguici su facebook

Circi Maximi acuratissima descriptio - Ambrogio Brambilla

ST-3587

Circi Maximi acuratissima descriptio - Ambrogio Brambilla


Circi Maximi acuratissima descriptio. Bellissimo bulino del 1581. Misura della parte incisa cm 38 x 54,5. Ricostruzione del Circo Massimo in Roma, dopo lo studio di Pirro Ligorio. L'obelisco più piccolo oggi è in Piazza del Popolo, mentre il grande è sulla Piazza di San Giovanni in Laterano. Sulla spina del Circo Massimo erano presenti Templi e fontane. Le fontane, a forma di delfino, erano sette e servivano a contare i giri effettuati per la corsa dei cavalli (bighe o quadrighe). Sulla destra si vedeno i Carceres, ossia le celle di partenza, che venivano aperte simultaneamente. Purtroppo a Pirro Ligorio era sfuggito il grande Arco di Tito sulla sinistra, in quanto fu distrutto e sepolto proprio in corrispondenza della curva. Esemplare estratto da "Speculum Romanae Magnificentiae", rifilato alla battuta del rame e con margini ricostruiti, altrimenti in ottime condizioni. Stampato su carta vergata con filigrana di difficile lettura. Incisa da Ambrogio Brambilla. La notorietà del Brambilla è legata alla produzione grafica, a bulino e all'acquaforte, cui si dedicò a Roma fra il 1579 e il 1599; non ci è possibile stabilire l'anno del suo arrivo in questa città, ma il suo nome appare fra i membri della Congregazione dei Virtuosi al Pantheon il 12 aprile e 14 giugno 1579, e questo è l'anno più remoto che compare sulle sue incisioni. A Roma s'inserì nella vasta attività artistica commerciale ivi fiorente nella seconda metà del sec. XVI, per merito soprattutto dello stampatore Antonio Lafréry, che raccolse il meglio della propria produzione nello Speculum Romanae Magnificentiae, opera che alla sua morte (1577) fu ristampata più volte, con aggiunte, dagli eredi e dai successori. La produzione del Brambilla è posteriore alla morte del Lafréry: le sue stampe furono pubblicate in gran parte dal suo successore, il nipote Claudio Duchetti (1577-1586), e alcune da Nicola van Aelst (1582-1613), commerciante di origine belga. Non sono note le date di nascita e morte

800,00 €




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