Galleria Trincia - Veduta della Basilica di San Sebastiano - G.B. Piranesi seguici su facebook

Veduta della Basilica di San Sebastiano - G.B. Piranesi

ST-2359

Veduta della Basilica di San Sebastiano - G.B. Piranesi


Veduta della Basilica di San Sebastiano. Bella incisione su rame del 1750. Misura della parte incisa cm 42,2 x 66,5. Raffigura la facciata principale della Basilica di San Sebastiano in Roma, sull'Appia. Da notare la cosiddetta prospettiva aerea: trattasi della capacità dell'artista di rappresentare il pulviscolo dell'aria che causa la dispersione dei contrasti visibili. Questo effetto è riscontrabile in Piranesi, il quale usava una morsura per la lastra, ottenuta con l'erosione attraverso dei sali e non attraverso acido nitrico. Con questo metodo riusciva ad ottenere dei solchi più leggeri per gli edifici o i soggetti più distanti. Una volta stampata si ottengono soggetti più chiari in lontananza. Questa è la prospettiva aerea. Il suo maestro, Giuseppe Vasi, conosceva questa tecnica, ma non la insegnò mai al Piranesi, il quale la scoprì da solo e la portò a livelli mai visti prima, grazie all'aiuto dei suoi figli che mise a lavorare nella sua bottega. La stampa è in buone condizioni, presente la consueta piega centrale, stampata su carta vergata priva di filigrana. Esemplare nel terzo stato di quattro (Hind 13), edizione intermedia francese. Incisa da GiovanBattista Piranesi. Disegnatore, incisore e architetto, nato a Morano di Mestre il 4 Ottobre 1720, morto a Roma il 9 Novembre 1778. Qualcuno lo ha soprannominato il “Rembrandt dell’architettura”. Questo artista non ha solo riprodotto le antiche vestigia della potenza di Roma, ma è stato anche uno dei più autorevoli archeologi della sua epoca. E’ stato allievo di Scalfarotto, dei fratelli Giuseppe e Domenico Valeriani, fu anche allievo del Bibiena. Lavorò ed ebbe come maestro Giuseppe Vasi con cui ebbe un rapporto molto conflittuale, sembra infatti che volesse ucciderlo a causa dell’invidia che il Vasi nutriva nei suoi confronti, ad esempio non gli insegnava sufficientemente i segreti della morsura. Si ritiene che abbia lavorato alla pittura anche con Tiepolo. La sua prima opera è stata “Le Antichità Romane” cui seguirono numerosissime opere. Ha inciso circa 2000 rami, quasi tutti di grandi dimensioni. Malgrado una grande reputazione ed una magnifica fama non si arricchì mai per i prezzi molto contenuti delle sue opere. Fu membro dell’Ordine di Cristo e della Società degli Antiquari di Londra.

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